Studio Nicholson, cinema rétro e vibrazioni anni ’70 per l’Autunno 2026
La creative director Nick Wakeman firma una vera masterclass di guardaroba cinematografico, fondendo mid-century modernism e silhouette contemporanee ultra rilassate.
Sommario
Studio Nicholson presenta la collezione Fall 2026, che fonde il cinema anni ’70 con il mid-century modernism.
La proposta include camicie unisex in suede senape, blazer in pelle color castagna e lana marrone mélange dalla texture marcata.
Il menswear punta su workwear in cotone spazzolato effetto moleskin e cappotti in satin militare giapponese.
Sfumando i confini tra epoche nostalgiche e modernità cristallina, la collezione Fall 2026 di Studio Nicholson offre uno sguardo meravigliosamente cinematografico sul guardaroba quotidiano reale. La founder e creative director Nick Wakeman ha ancorato l’atmosfera di stagione a una fitta trama di riferimenti di stile di metà e fine Novecento, traendo ispirazione dal film del 1997 di Ang Lee The Ice Storm, dalla compostezza sartoriale dello scrittore Pier Paolo Pasolini e dal leisurewear altoborghese di Lee Radziwill.
Fotografata da Stanislas Motz-Neidhart in una casa modernista anni Sessanta eccezionalmente ben conservata, la campagna gioca con un’architettura scenografica, la morbida luce naturale che filtra dalle finestre e le veneziane verticali da interno. Modelle e modelli posano in controluce tra boiserie in legno e stanze rivestite di piastrelle rétro, incarnando alla perfezione una narrazione retrò‑moderna intensa, sofisticata e profondamente introspettiva.
L’offerta di stagione mette in luce lo straordinario talento di Wakeman nel creare capi al tempo stesso eleganti e decisi, affidandosi a tessuti d’alta gamma per esaltare le texture. La collezione introduce diverse proposte di giacche unisex dal carattere forte — a partire dalla Bowe jacket, realizzata in morbida suede a grana naturale color senape con classico collo a camicia, e dalla Landau, un blazer in pelle color castagna dal taglio asciutto e vissuto che evoca la Milano degli anni ’90.
Per il womenswear, la Lurie jacket dal taglio sartoriale combina un twill marrone mélange in lana‑cotone con sottocollo in pelle, chiusura al collo e vita cinturata. Questo pezzo outerwear si bilancia con pantaloni dalle linee architettoniche, tra cui il voluminoso Faron pant in verde utility con pieghe nette stirate e cinturini regolabili al fondo, accanto all’elegante Quarte tapered pant in 100% lana vergine, proposto in un tessuto mélange effetto corteccia.
Le influenze utility della collezione confluiscono con naturalezza nel menswear, che abbraccia il workwear vintage e il rigore militare attraverso un double cotton trattato con lavaggio enzimatico, capace di imitare il tocco morbido del moleskin. Tra i modelli chiave spiccano la Drey jacket, i rilassati Minard trousers e il Ravel pant, caratterizzato da gamba accorciata e curva e tasche utility sulle cosce in robusto canvas di cotone militare. Questi elementi strutturati dialogano con basi in maglieria leggera, tra cui dolcevita in merino‑seta con delicati dettagli a punto scaletta, Henley in cashmere a trama waffle e cardigan in soffice mohair color topazio. A radicare ogni look ci sono le nuove borse del brand – la Hagu shoulder bag dalla forma ampia e la Hoho neat tote dalla silhouette a V – realizzate in suede color ebano, suede oliva e pelle di agnello nera, a definire un’uniforme di stagione concreta, autentica e davvero funzionale.
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