Dior Men Summer 2027: la nuova svolta nel riscrivere le proprie regole

Dai campi di paillettes a pois alla coperta vintage trasformata in borsa, la collezione di Jonathan Anderson ruota intorno alla replica come metodo di costruzione e di design.

Moda
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Dior Men's Summer 2027 usa replica e sostituzione materica come logica costruttiva centrale, stampando il pied-de-poule invece di tessere il disegno e trasformando i pois in un campo continuo di paillettes.

Una camicia di seta ricamata riproduce un motivo trompe-l'oeil a foulard dalla haute couture Dior del 1979, mentre le stringate in suede presentano motivi ottocenteschi ricamati a mano direttamente sulla tomaia.

Tra gli accessori, una coperta vintage a intreccio zig-zag viene trasformata in borsa e una tote in denim spugnoso sfoggia il motivo cannage.

La collezione Dior Men’s Summer 2027 di Jonathan Anderson mette in scena una serie di scelte costruttive fondate su replica, sostituzione e una deliberata ambiguità materica. Il pied-de-poule è stampato invece che tessuto. I pois si dispongono in un campo continuo di paillettes, più che in un semplice motivo di tessuto. Lo smoking si presenta in una vestibilità più morbida. In tutto il prêt-à-porter, le calzature e gli accessori, la collezione sostituisce sistematicamente le tecniche di lavorazione attese con alternative che producono lo stesso effetto visivo attraverso procedimenti diversi.

Il pezzo tecnicamente più sofisticato è la camicia di seta ricamata, che riproduce un motivo trompe-l’œil a foulard ripreso dalla haute couture Dior del 1979. Il motivo originario era a sua volta un trompe-l’œil, un’illusione stampata o tessuta di un foulard sulla superficie del capo, e nella versione Summer 2027 quell’illusione viene tradotta in ricamo, aggiungendo un ulteriore livello di complessità costruttiva a una fonte già di per sé illusionistica. Il risultato è un capo in cui tecnica di lavorazione e concept di design svolgono la stessa funzione in simultanea: entrambi lavorano per far apparire una cosa come qualcos’altro.

Il pied-de-poule stampato risponde a una logica analoga. Il pied-de-poule, come tessuto, è definito dalla sua costruzione a intreccio, con il disegno generato in modo strutturale dall’incrocio dei fili e non applicato a posteriori sulla superficie. Stampare il motivo sul tessuto anziché tessere il disegno preserva l’identità visiva del pied-de-poule ma ne elimina il metodo strutturale fondativo, una sostituzione che dà vita a qualcosa che si percepisce come familiare pur essendo materialmente diverso. Il pezzo a pois di paillettes adotta un approccio simile: i pois, distesi su un campo continuo di paillettes, costruiscono il motivo tramite applicazione superficiale e riflessi di luce, invece che attraverso il tessuto stesso.

Le calzature portano il tema della replica su un registro diverso. La classica stringata in suede viene arricchita da motivi ottocenteschi ricamati a mano direttamente sulla tomaia, una tecnica che innesta un artigianato decorativo storico su una silhouette contemporanea. Gli stivali intrecciati seguono un’altra strada: la loro superficie a intreccio appare volutamente scomposta, invece che precisa o rifinita, introducendo un’irregolarità controllata in una costruzione che, convenzionalmente, verrebbe letta come rigorosamente strutturata.

Negli accessori, una coperta vintage a intreccio zig-zag viene trasformata in borsa, preservando la superficie e la struttura originarie del tessuto all’interno di un nuovo oggetto funzionale. Il motivo cannage, un disegno trapuntato a losanghe storicamente legato a Dior e all’eredità della maison ispirata all’impagliatura delle sedie, compare su una tote in denim spugnoso, applicando una lavorazione di superficie d’archivio a una base materica disinvolta.

La colonna sonora della sfilata è stata composta come un mix ad hoc da Fred again…, che intreccia i lavori di KTNA, Mabe Fratti e Jamie T con le voci originali di Christine and the Queens, un impianto sonoro che le note di collezione descrivono come un esercizio parallelo di sampling, remix e trasformazione del già noto in qualcosa di inedito.

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Questo articolo è stato tradotto automaticamente dall'inglese.
Testo di
Editor Assistant
Mai Vo
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Sophie Caraan Managing Editor

Sophie Caraan is the Managing Editor at Hypebeast, where she sets the editorial direction, standards, and output strategy for the HQ team. With a decade of editorial experience, she brings both a storyteller's instinct and a strategist's eye — spotlighting the figures and movements that shape the culture across a multitude of lanes. Her tenure is marked by high-impact conversations with the likes of RZA, Mads Mikkelsen, CORTIS, Erling Haaland, Kasing Lung, NIGO, and more.

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