Prada Group punta su Versace e sulle Americhe mentre il boom di Miu Miu rallenta
Il colosso del lusso italiano ha fatto leva sull’impennata delle vendite nelle Americhe e sulla nuova divisione Versace per compensare le difficoltà regionali e il raffreddamento di Miu Miu.
Sintesi
- Nel primo trimestre 2026 Prada Group ha registrato un aumento del 14% anno su anno dei ricavi netti, arrivando a 1,428 miliardi di euro, sebbene la crescita organica sottostante si sia raffreddata a un più contenuto 3%.
- Miu Miu, finora potente motore di crescita del gruppo, ha visto le vendite retail aumentare di appena il 2,4%, un netto rallentamento rispetto al balzo del 60% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.
- Il marchio principale Prada è rimasto sostanzialmente stabile, con una crescita dello 0,4% delle vendite retail, proseguendo il focus strategico sul rafforzamento delle vendite a prezzo pieno.
In un panorama del lusso irregolare e turbolento, Prada Group ha pubblicato i risultati del primo trimestre 2026, dimostrando resilienza in un contesto di dinamiche di consumo in evoluzione e incertezza macroeconomica. Pur avendo messo a segno una crescita a doppia cifra dei ricavi riportati—sospinta in larga parte dalla recente acquisizione di Versace—la crescita organica sottostante si è rallentata a un più moderato 3%. I risultati evidenziano un rallentamento più ampio a livello globale nel settore del lusso, segnato da una domanda in attenuazione in Europa e Medio Oriente e da un raffreddamento di Miu Miu, l’ex inarrestabile “It” brand del gruppo.
Nei tre mesi conclusi il 31 marzo 2026, Prada Group ha generato 1,428 miliardi di euro di ricavi netti, in crescita del 14% su base annua. Tuttavia, al netto delle oscillazioni valutarie e del contributo del business Versace appena integrato, la crescita organica restituisce un quadro più moderato. Le vendite retail complessive hanno raggiunto 1,245 miliardi di euro, in aumento del 10% in termini riportati ma solo dell’1% a livello organico.
Il cambiamento più significativo è arrivato da Miu Miu. Dopo essere stato per tutto il 2025 l’indiscusso motore di crescita del gruppo—con un impressionante +60% nel primo trimestre dello scorso anno—la traiettoria del marchio si è infine normalizzata. Miu Miu ha registrato un aumento del 2,4% delle vendite retail nel primo trimestre 2026. Il rallentamento era atteso, dato il confronto eccezionalmente favorevole, ma il brand resta altamente desiderabile tra i consumatori più giovani del lusso. Nel frattempo, il marchio principale Prada ha messo a segno una crescita stabile dello 0,4% nelle vendite retail, riflettendo il passaggio disciplinato dell’azienda da un maggiore contributo degli outlet a vendite di qualità superiore a prezzo pieno.
A livello geografico, le Americhe hanno rappresentato un’ancora di crescita decisiva: le vendite retail nell’area sono balzate del 15,2% a livello organico, spinte da una domanda locale robusta e da recenti investimenti strategici. Anche l’area Asia-Pacifico si è dimostrata resiliente, con una crescita organica del 5,2% grazie al forte slancio della Greater China e della Corea del Sud. Questi progressi sono stati fondamentali per compensare venti contrari significativi altrove: l’Europa ha registrato un calo organico del 6,5%, complice la prudenza dei consumatori locali e la flessione della spesa turistica, mentre il Medio Oriente ha segnato un crollo del 22,2% sullo sfondo di persistenti tensioni regionali.
A dare una nuova dinamica alla trimestrale è stata Versace—acquisita da Prada alla fine del 2025—che ha contribuito con 143 milioni di euro ai ricavi netti del periodo. Il marchio è attualmente al centro di un riposizionamento strategico e di un processo di integrazione organizzativa, in vista della prossima fase di evoluzione creativa sotto la guida del nuovo direttore creativo Pieter Mulier.
Nonostante l’evidente rallentamento dello slancio, il management resta fiducioso sulla traiettoria del gruppo. Il Group Chief Executive Officer Andrea Guerra ha sottolineato come i risultati siano stati raggiunti in un “contesto profondamente perturbato e a confronto con la base comparativa più impegnativa dell’anno”, ribadendo che l’azienda è determinata a eseguire con disciplina per garantire una crescita superiore al mercato sull’intero esercizio.

















