Perché Christopher Nolan ha scelto Travis Scott per The Odyssey: il vero motivo è più profondo di quanto pensi

Christopher Nolan explains Casting Travis Scott The Odyssey
Chad Salvador/WWD via Getty Images

Sintesi

  • Christopher Nolan ha rivelato che Travis Scott è stato scelto per un ruolo in The Odyssey per tracciare un parallelo intenzionale tra la tradizione epica orale di Omero e l’arte del rap, spiegando a Time Magazine che le due forme sono analoghe
  • Il compositore Ludwig Göransson ha costruito la colonna sonora del film a partire da 35 gong di dimensioni diverse registrati con i synth, rinunciando del tutto all’orchestra a favore di qualcosa che non avrebbe potuto esistere prima di The Odyssey
  • The Odyssey arriva nelle sale il 17 luglio

Christopher Nolan ha raccontato la sua decisione di scritturare Travis Scott in The Odyssey, spiegando a TIME che questa scelta è un esplicito omaggio alla tradizione di poesia orale a cui appartiene l’epica omerica e alla forma di narrazione a cui oggi il rap si avvicina di più. Un casting che aveva fatto alzare più di un sopracciglio quando è trapelato, ma che si rivela una delle decisioni più meditate in un film che sta rimodellando silenziosamente le aspettative sin dall’uscita del trailer.

Il ragionamento di Nolan è lineare. L’Odyssey di Omero non è stato scritto: veniva recitato, tramandato tra poeti e pubblico per generazioni prima che qualcuno lo mettesse per iscritto. Il testo che ci è arrivato è il residuo di una tradizione orale viva, ritmica e ripetitiva per scelta, costruita per essere memorizzata e declamata, non letta. Il punto di Nolan, come ha spiegato nella sua intervista a TIME è che il rap si regge sulla stessa logica strutturale: «L’ho scelto perché volevo alludere all’idea che questa storia sia stata tramandata come poesia orale, che è analoga al rap».

L’architettura sonora del film segue la stessa linea.Ludwig Göransson, che ha firmato tutte le colonne sonore di Nolan da Tenet, ha costruito la partitura di Odyssey non attorno a un’orchestra ma attorno a 35 gong di diverse dimensioni, registrati insieme ai sintetizzatori per creare qualcosa che sfugge a qualsiasi periodo storico riconoscibile. «Non è che l’orchestra esistesse allora», ha osservato Göransson, descrivendo questo vincolo come al tempo stesso una sfida e un’opportunità. Il dettaglio più sorprendente è un’idea arrivata dallo stesso Nolan: il suono della lira di Ulisse reso come lo scatto della corda del suo arco, che fonde in un unico gesto sonoro i due simboli centrali del film — arte e violenza, il poeta e il guerriero.

Insieme, il casting di La Flame e la partitura di Göransson indicano un film meno interessato all’aderenza filologica che alla traduzione culturale. Nolan ha parlato pubblicamente del vuoto nella storia del cinema che The Odyssey colma, sottolineando come un adattamento hollywoodiano su larga scala del materiale omerico non fosse mai stato tentato, nonostante l’evidente potenziale cinematografico della storia. La sua soluzione non è ricostruire la Grecia antica, ma rintracciare gli equivalenti viventi delle sue forme narrative e costruire il film attorno a quelli. La presenza di Scott sullo schermo e i gong di Göransson nel mix sono due espressioni dello stesso istinto: la storia più antica della letteratura occidentale merita un trattamento che ne prenda sul serio la vitalità, invece di imbalsamarla nel prestigio.

The Odyssey arriva nelle sale il 17 luglio.

Sophie Caraan Managing Editor

Sophie Caraan is the Managing Editor at Hypebeast, where she sets the editorial direction, standards, and output strategy for the HQ team. With a decade of editorial experience, she brings both a storyteller's instinct and a strategist's eye — spotlighting the figures and movements that shape the culture across a multitude of lanes. Her tenure is marked by high-impact conversations with the likes of RZA, Mads Mikkelsen, CORTIS, Erling Haaland, Kasing Lung, NIGO, and more.

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