Attori e sceneggiature AI ufficialmente banditi dagli Oscars
Per difendere la creatività umana, la Academy ha aggiornato le regole escludendo l’AI generativa da tutte le principali categorie degli Oscars.
Sintesi
- La Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha fissato nuovi criteri di idoneità per la 99ª edizione degli Oscars che escludono esplicitamente attori e sceneggiature generati dall’AI.
- Le nuove regole impongono che i ruoli recitativi ammessi siano dimostrabilmente interpretati da esseri umani con il loro consenso e che le sceneggiature siano scritte da autori in carne e ossa, così da garantire che i premi continuino a dare priorità alla creatività umana.
- La Academy si riserva il diritto di richiedere informazioni dettagliate sull’uso dell’AI e sulla paternità umana di un film, per verificare il rispetto dei nuovi standard.
La Academy of Motion Picture Arts and Sciencessta ufficialmente chiudendo la porta alla generative AI nella corsa al trofeo più prestigioso di Hollywood. In vista della 99ª edizione degli Oscars, l’organizzazione ha introdotto nuovi requisiti di idoneità pensati esplicitamente per proteggere la creatività umana dall’irruzione del sintetico. Le candidature alla recitazione sono ora rigorosamente riservate a ruoli «dimostrabilmente interpretati da esseri umani con il loro consenso» e ufficialmente accreditati nei titoli legali del film. Nello stesso solco, la Academy ha stabilito che le sceneggiature ammissibili debbano essere «di paternità umana», tracciando un confine netto tra l’intelligenza artificiale come strumento di post-produzione e l’AI come architetto creativo.
Questo deciso cambio di rotta arriva mentre l’industria dell’intrattenimento si confronta con la rapida normalizzazione delle repliche digitali e delle narrazioni supportate dall’AI. Le tensioni sono esplose di recente attorno al film indipendente As Deep as the Grave, diretto da Coerte Voorhees. Il progetto ha acceso i riflettori al CinemaCon presentando in anteprima un trailer con una versione digitale, generata dall’AI, del compianto Val Kilmer nei panni di un prete cattolico. Sebbene la performance digitale sia stata realizzata con il benestare della figlia di Kilmer per onorare il suo casting originario prima della morte, l’ingresso di questa tecnologia nel circuito del cinema indipendente mainstream ha costretto gli organi di governo di Hollywood a fissare paletti molto rigidi in vista delle prossime stagioni dei premi.
Imponendo una piena trasparenza nelle dichiarazioni e riservandosi il diritto di indagare sull’uso dell’AI in produzione, la Academy adotta una posizione proattiva sul lavoro digitale. La misura rafforza le tutele conquistate a fatica dopo gli storici scioperi di attori e sceneggiatori, segnando un fronte compatto contro la sostituzione degli artisti umani. In programma per l’inizio del 2027, la 99ª edizione degli Oscars sarà il primo vero banco di prova per queste regole, così che i riconoscimenti cinematografici restino una celebrazione dell’espressione umana autentica e non della generazione algoritmica.

















