Yamaha Design Lab presenta concept audio scultorei
Ispirati alla bellezza di natura e fisica, trasformano gli speaker in vere sculture sonore.
In sintesi
- Yamaha Design Laboratory reimmagina gli speaker come vere e proprie sculture sonore, proiettando il suono verso l’alto per ridurre al minimo le riflessioni sulle superfici
- Modelli come Sail, Butterfly, Horn e Crystal propongono “esperimenti” interattivi e una vera “liberazione” dalle classiche forme squadrate
- Un design che fonde poesia e acustica per dare vita a nuove esperienze di ascolto
Il Yamaha Design Laboratory ha presentato una serie di prototipi sperimentali di speaker che mettono in discussione i canoni tradizionali dell’alta fedeltà domestica. Progettati per ridurre al minimo le riflessioni indesiderate sulle superfici, questi diffusori proiettano il suono verso l’alto, sfruttando una configurazione inedita di tweeter e woofer per generare un calore “tecnico” e un’esperienza di ascolto profondamente immersiva. Superando i convenzionali design a scatola, Yamaha esplora l’intersezione tra tecnologia hi‑fi e arte scultorea, dando vita a quattro modelli distinti – Sail, Butterfly, Horn e Crystal – che incarnano ciascuno un preciso concetto filosofico.
Il modello Butterfly, ispirato al tema della “Liberation”, mira a liberare l’ascoltatore dalle posizioni d’ascolto fisse e dall’estetica rigida degli impianti tradizionali. La sua struttura delicata, simile a un paio di ali, lascia che il suono si irradi con una sensazione di leggerezza aerea. In contrappunto, il modello Sail ruota attorno al concetto di “Experiment” e introduce un meccanismo tattile in cui il diaframma è sospeso tramite corde. Questo design interattivo consente all’utente di manipolare fisicamente la “vela” tramite un controller, regolando manualmente il profilo sonoro e la tensione proprio come un marinaio che cazza la vela per intercettare il vento.
La collezione si completa con i modelli Crystal e Horn, focalizzati sulla geometria e sulla fisica del suono. Il modello Horn indaga “il percorso del suono” attraverso una forma che richiama gli strumenti a fiato e rimane aperta su un lato. In questo modo il progetto genera una sorta di mistero acustico, sorprendendo volutamente l’ascoltatore e celando il punto esatto di provenienza dell’audio, pur mantenendo un’emissione chiara e risonante. Il modello Crystal, che incarna il concetto di “Crystallization”, interviene in modo minimale su semplici forme geometriche per dare vita a silhouette emotive, come un “uccello sulla roccia”, dimostrando che le massime prestazioni sonore possono esistere all’interno di volumi dal carattere poetico e radicalmente minimalista.
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