Lando Norris attacca: le monoposto F1 2026 sono «le peggiori da guidare»
Il campione del mondo si scaglia contro i nuovi regolamenti ibridi: rendono le gare più lente, spengono le emozioni e costringono i piloti a fissare il display invece della pista.
Sintesi
- Lando Norris ha sferrato un attacco durissimo ai regolamenti 2026 di Formula 1 dopo essersi qualificato soltanto sesto per la gara inaugurale della stagione al Gran Premio d’Australia
- Il campione in carica sostiene che le nuove power unit ibride 50-50 e le sempre maggiori esigenze di recupero di energia abbiano trasformato le monoposto “più riuscite di sempre” della F1 nelle peggiori da guidare
- I piloti sono costretti ad alzare il piede in anticipo sui rettilinei, a fissare i display sul volante e a gestire stati di carica della batteria sempre più complessi, mentre la Mercedes ne approfitta blindando con autorità l’intera prima fila
Le monoposto 2026 di nuova generazione di Formula 1hanno appena mosso i primi giri tirati e già i pezzi grossi della griglia alzano la voce. L’attuale campione del mondo Lando Norris è emerso come il critico più feroce, sostenendo che lo sport è passato dalle vetture più appaganti alle meno coinvolgenti nel giro di un solo inverno. Dopo aver lottato per tutto il weekend con problemi di affidabilità e comportamenti anomali nell’erogazione dell’energia, non è riuscito a far meglio del sesto posto in griglia ad Albert Park, mentre la Mercedes si prendeva una spietata doppietta in prima fila.
In base ai nuovi regolamenti profondamente rivisti, le power unit ora offrono un’erogazione più o meno equamente divisa, 50 e 50, tra motore termico ed elettrico, costringendo i piloti a un nuovo ritmo quasi innaturale fatto di rilascio anticipato dell’acceleratore, cambi marcia anticipati e recupero di energia della batteria in punti del tracciato dove prima si viaggiava a gas spalancato. Norris e diversi colleghi descrivono monoposto che decelerano in modo brusco prima delle curve, perdono potenza in pieno rettilineo e richiedono un controllo costante delle informazioni sul cruscotto solo per mantenere il pacco batterie nella finestra giusta. Saltare anche soltanto qualche giro di prove significa ritrovarsi immediatamente in svantaggio, perché sia il pilota sia il motore hanno bisogno di chilometri per memorizzare il profilo energetico ideale di ogni circuito.
Le conseguenze vanno ben oltre lo sfogo di un campione frustrato. Da Max Verstappen a Lewis Hamilton, una schiera di voci autorevoli racconta una Formula che privilegia obiettivi ibridi graditi ai costruttori rispetto al piacere di guida più puro. I tempi sul giro si sono alzati, gli strumenti per i sorpassi sono ancora in fase di messa a punto e il pubblico già vede immagini di monoposto che veleggiano sui rettilinei invece di attaccare ogni metro. Norris potrebbe essere ancora a distanza utile da Ferrari e Red Bull domenica, ma il suo messaggio è chiarissimo: se la F1 vuole vendere una nuova era, deve rendere il prodotto entusiasmante da guidare tanto quanto da guardare.



















