Schiaparelli Haute Couture PE26 svela “The Agony and the Ecstasy”
Daniel Roseberry passa dall’apparenza alla sensazione, ispirandosi alla Cappella Sistina di Michelangelo.
In sintesi:
- La collezione Haute Couture PE26 di Schiaparelli, intitolata “The Agony and the Ecstasy”, ha attinto ispirazione dalla Cappella Sistina di Michelangelo.
- I look chiave includevano le “Scorpion Sisters” e Isabella Blowfish, accanto ad abiti con piume, teste di uccello in resina e motivi rettiliani.
La collezione Haute Couture Primavera/Estate 2026 di Schiaparelli, intitolata “The Agony and the Ecstasy”, nasce dalla visita trasformativa del direttore creativo Daniel Roseberry alla Cappella Sistina. Allontanandosi dall’idea di concentrarsi solo su come appaiono gli abiti, Roseberry ha posto al centro la percezione, le emozioni che suscitano, attingendo all’energia selvaggia, vulnerabile e romantica che anima le opere di Michelangelo. Da questa rivelazione scaturisce il battito della stagione: una couture non come racconto letterale, ma come invito a vivere un’esperienza sensoriale. La collezione abbraccia archetipi rettiliani e aracnidi – code di scorpione, denti di serpente e silhouette da chimera – intrecciati in volumi esplosivi e sfidanti la gravità, in equilibrio tra rigore tecnico e creatività senza briglie.
All’interno della proposta, le “Scorpion Sisters” sfoggiavano giacche e bustier ricamati con code di scorpione 3D, mentre Isabella Blowfish reinventava la giacca Elsa in crine trasparente, velata di cristalli e punte in organza. Altri look di rilievo comprendevano abiti stratificati con migliaia di piume dipinte a mano, teste di uccello trompe-l’œil scolpite in resina e bustier che riprendevano le code di coccodrillo e alligatore. Effetti neon sfumati in arancio, blu e verde punteggiavano la collezione, accendendo di vibrazioni cromatiche le costruzioni in pizzo, tulle e velluto. Ogni look custodiva un proprio “hook”, un’identità precisa che ribadiva l’approccio teatrale alla couture della maison.
Gli accessori amplificavano la dimensione fantastica del racconto, costellati di teste di uccello scultoree realizzate con piume di seta, becchi in resina e occhi di perla cabochon. Questi elementi rendevano omaggio alla fascinazione di Elsa Schiaparelli per il mondo animale, mentre il ricorrente motivo del buco della serratura richiamava i codici iconici della maison. I look più emblematici sfoggiavano inoltre un lavoro manuale straordinario, come un bustier crestato ricoperto da 25.000 piume in filo di seta e un abito che ha richiesto 8.000 ore di ricamo, a sottolineare come la collezione celebri la couture quale veicolo di pura fantasia.

















