Mostre imperdibili nei musei nel 2026: gli appuntamenti da non perdere
Da Daido Moriyama a Björk, i musei dedicano spazio e tempo ad artiste e artisti che hanno rivoluzionato intere discipline.
Nel 2026, i musei in tutta Europa, Nord America e Asia puntano su mostrepensate all’insegna della rilettura critica e della grande scala. La programmazione dell’anno si fonda su grandi retrospettive, prime grandi survey e studi mirati di artisti influenti, dal ritorno attesissimo di Marcel Duchamp al MoMA alle mostre antologiche dedicate a Tracey Emin, Daido Moriyama e Anish Kapoor. Altrove, le istituzioni dedicano spazio e tempo ad artisti il cui lavoro ha trasformato intere discipline, tra cui le architetture di luce di Dan Flavin, la pratica performativa di Marina Abramović, le installazioni immersive e guidate dalla ricerca scientifica di Mariko Mori e una mostra congiunta di Fondazione Prada con Arthur Jafa e Richard Prince.
Più che sulle collettive tematiche, queste esposizioni puntano su profondità, contesto storico e un dialogo prolungato con pratiche individuali e collaborative. Di seguito, 11 mostre museali del 2026 che si distinguono per ampiezza, rilevanza e impegno istituzionale.
Dan Flavin: Grids
15 gennaio–21 febbraio 2026
Una mostra concentrata dedicata alle opere a griglia di Dan Flavin della metà degli anni Settanta, che torna sul momento in cui luce al neon, ripetizione e precisione architettonica diventano centrali nella sua pratica. Allestita per rispecchiare la presentazione originale del 1976, la mostra mette in primo piano scala, collocazione e dediche, svelando al contempo il rigore formale e le reti personali inscritte nel lavoro di Flavin.
David Zwirner
519 W 19th St
New York, NY
Daido Moriyama: Retrospective
31 gennaio–10 maggio 2026
Estesa per oltre sei decenni, questa ampia retrospettiva riunisce più di 200 opere che ripercorrono la visione cruda e ad alto contrasto di Daido Moriyama sul Giappone del dopoguerra. Fotografie, film e pubblicazioni d’archivio tracciano il suo dialogo con la vita urbana, i mass media e la riproduzione, consacrando Moriyama come figura chiave che ha abbattuto i confini tra arte, editoria e street photography.
Foto Arsenal Wien
Arsenalplatz 1, 1030
Vienna, Austria
Arthur Jafa and Richard Prince: Helter Skelter
9 maggio–24 novembre 2026
La milanese Fondazione Prada presenta una mostra a due voci che riunisce Arthur Jafa e Richard Prince nella sede veneziana, con apertura in concomitanza con la Biennale di Venezia. A cura di Nancy Spector, la mostra si articola in una serie di accostamenti tematici che mettono le opere in dialogo diretto, indagando temi comuni e ossessioni di lunga durata legate a image-making, autorialità, razza e cultura visiva americana. L’esposizione presenta inoltre per la prima volta un ampio scambio creativo inedito tra Jafa e Prince, configurandosi insieme come studio comparativo e come traccia di una conversazione in corso.
Fondazione Prada
Venezia, Ca’ Corner della Regina
Santa Croce 2215, 30135
Venice, Italy
Tracey Emin: A Second Life
27 febbraio–31 agosto 2026
La più grande mostra della carriera di Tracey Emin riunisce oltre 90 opere tra pittura, scultura, neon, tessili, video e installazione. Sviluppata in stretto dialogo con l’artista, l’esposizione ripercorre decenni di pratica confessionale, segnata da amore, trauma, malattia e sopravvivenza, trasformando questo momento in un gesto insieme di riflessione e di rinascita.
Tate Modern
Bankside
London SE1 9TG
United Kingdom
Marcel Duchamp
12 aprile–22 agosto 2026
La prima grande retrospettiva nordamericana dedicata a Marcel Duchamp in oltre cinquant’anni rilegge l’artista che ha cambiato per sempre il corso dell’arte moderna. Organizzata cronologicamente, la mostra attraversa pittura, scultura, film e materiali a stampa, dalle prime opere cubiste ai Readymades e ai progetti concettuali tardi che continuano a dare forma al dibattito contemporaneo su autorialità e significato.
Museum of Modern Art
11 W 53rd St
New York, NY
Derrick Adams: View Master
16 aprile–7 settembre 2026
Questa prima grande survey dedicata alla carriera di Derrick Adams riunisce oltre 100 opere tra pittura, scultura, collage e installazione. Attingendo alla cultura pop, alla storia dell’arte Black e al tempo libero quotidiano, Adams costruisce scene vibranti di riposo, gioco e immaginazione, trasformando le gallerie in spazi immersivi intrisi di gioia, autodeterminazione e memoria culturale.
Institute of Contemporary Art, Boston
25 Harbor Shore Dr
Boston, MA
Marina Abramović: Transforming Energy
6 maggio–19 ottobre 2026
Inaugurata durante la Biennale di Venezia e in concomitanza con il suo ottantesimo compleanno, Abramović diventa la prima artista donna vivente a ricevere una grande personale alle Gallerie dell’Accademia. La mostra riflette su decenni di resistenza, ritualità e presenza, collocando la sua pratica performativa tanto nella storia dell’arte contemporanea quanto in quella veneziana.
Gallerie dell’Accademia
Campo della Carità
1050, 30123 Venice
Italy
Björk: Echolalia
30 maggio–19 settembre 2026
Una mostra immersiva articolata in tre installazioni espande il linguaggio audiovisivo di Björk in un contesto museale, offrendo un’anteprima del prossimo album accanto a lavori dedicati alla madre scomparsa. Concepita in chiave teatrale, la mostra fonde musica, rituale e installazione in un’esperienza multisensoriale radicata nel suono, nella memoria e nell’ambiente.
National Gallery of Iceland
Fríkirkjuvegur 7
101 Reykjavík
Iceland
Anish Kapoor
16 giugno–18 ottobre 2026
In occasione del 75º anniversario del Southbank Centre, questa retrospettiva di riferimento ripercorre il lungo rapporto di Anish Kapoor con la Hayward Gallery. Sculture monumentali, opere sul vuoto e nuove installazioni di grande scala occupano gli spazi interni e le terrazze, esplorando gravità, percezione e corpo attraverso sorprendenti soluzioni materiche e ingegneristiche.
Hayward Gallery
Southbank Centre, Belvedere Rd
London SE1 8XX
United Kingdom
Mariko Mori
31 ottobre 2026–28 marzo 2027
Mariko Mori torna in Giappone con la sua prima grande mostra da oltre due decenni, che riunisce installazioni, video, sculture e materiali d’archivio lungo tutto l’arco della sua carriera. Fondendo fisica quantistica, buddhismo, neuroscienze e mitologie globali, l’esposizione si dispiega come un viaggio immersivo che interroga l’umanità, la tecnologia e la responsabilità verso l’ambiente.
Mori Art Museum
Roppongi Hills Mori Tower
6-10-1 Roppongi, Tokyo
Japan
Sophie Calle
13 novembre 2026–2 maggio 2027
Inaugurata nel weekend del Hamburger Bahnhof 30º anniversario, la personale di Sophie Calle presenta nuove opere influenzate da Berlino e dal passato dell’edificio come stazione ferroviaria. Nota per intrecciare autobiografia, sorveglianza e intimità nella propria pratica, Calle firma la mostra cardine del programma celebrativo del museo, da cui diverse nuove opere entreranno nella collezione permanente.
Hamburger Bahnhof
Invalidenstraße 50–51
10557 Berlin
Germany

















