I profitti di Zegna volano: +53% nonostante il rallentamento del lusso
Nel primo semestre 2025 l’utile netto del brand ha raggiunto 47,9 milioni di euro, spinto dalla strategia direct-to-consumer.
Sintesi
- Il Gruppo Zegna ha registrato un balzo del 53% dell’utile netto nel primo semestre 2025, attestandosi a 47,9 milioni di euro.
- Questa performance contrasta con quella dei concorrenti del lusso come LVMH e Kering, che hanno segnalato drastici cali di ricavi e utili, mettendo in luce la vincente strategia direct-to-consumer di Zegna.
Mentre altri colossi del lusso, come Kering e LVMH, continuano ad attraversare un periodo di incertezza economica e sconvolgimenti nelle catene di fornitura, il Gruppo Zegna ha dimostrato di saper non soltanto resistere alle pressioni, ma anche continuare a prosperare. Fondata nel 1910, l’azienda ha registrato un balzo del 53% dell’utile netto nel primo semestre 2025, terminato a giugno, raggiungendo quota 47,9 milioni di euro (circa 56 milioni di dollari).
Sebbene il Gruppo Zegna abbia accusato un calo organico del 2% del fatturato complessivo, la società si dice ottimista. Secondo WWD, nel corso di una conference call sui risultati, Gildo Zegna ha sottolineato «l’autenticità dei nostri marchi e — soprattutto — la chiarezza della nostra visione e il talento del nostro team.» «Restiamo in linea per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2027, nonostante le difficoltà del settore e i venti contrari sul fronte valutario», ha aggiunto.
La crescita della maison smentisce il rallentamento che sta colpendo giganti del lusso come Kering e LVMH. LVMH, ad esempio, ha riportato un calo del 4% dei ricavi e una flessione del 22% dell’utile netto nello stesso periodo. È andata peggio a Kering, che ha registrato un -16% di ricavi di gruppo e un brusco -46% dell’utile netto, trainato dalla forte frenata di Gucci.
Il successo di Zegna è legato al potenziamento del canale direct-to-consumer (DTC), cresciuto organicamente del 6% e oggi responsabile dell’82% delle vendite a marchio. La strategia non solo ha ampliato i margini, ma ha anche garantito all’azienda maggiore autonomia sul DNA del brand e sulla customer experience. Con i big del lusso in difficoltà a mantenere lo slancio, la svolta strategica di Zegna l’ha incoronata leader resiliente in un mercato volatile.
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