Who Decides War celebra la bellezza del decadimento con “Read the Room” per la PE 2026
Per Téla D’Amore è «un riflesso dello stato attuale del mondo», mentre per Ev Bravado racchiude la loro sartoria più autentica: la sfilata, accompagnata dalle performance live di Leon Thomas, ha conquistato un front row da A-list.
Who Decides War ci ricorda una lezione fondamentale con la collezione Primavera/Estate 2026: «Read the Room». Come ha spiegato Téla D’Amore prima della sfilata, la collezione arriva sulla scia di uno degli anni più duri di sempre – per lei, per Ev Bravado e, in generale, per il resto del mondo.
D’Amore e Bravado hanno attinto al «decadimento» che ci circonda, distillandone con maestria la bellezza: dalla fase di «crollo e macerie» a quella di «rinascita e rinnovamento», hanno allestito un sogno gotico ispirato a muri sgretolati, vecchi lampadari e carta da parati ingiallita. La colonna sonora live è firmata da Leon Thomas, piazzato al centro di un magazzino di Brooklyn per un medley di hit e inediti (compresa «MUTT», naturalmente, per il carosello finale).
«Volevamo davvero riflettere sull’attuale stato del mondo senza essere troppo letterali», ci ha confidato D’Amore prima della sfilata, mentre si destreggiava con disinvoltura tra mille dettagli, assicurandosi che tutti i fiori pressati a mano – la maggior parte ricevuti nei suoi momenti di massima gioia e di profonda tristezza – fossero disposti alla perfezione su uno degli ultimi look.
«Qui c’è molto contesto. Non è necessariamente qualcosa da “leggere tra le righe”, conta piuttosto ciò che ognuno riesce a cogliere», ha proseguito, sottolineando che le sue difficoltà e quelle dell’umanità si intrecciano come temi portanti di “Read the Room”.
La collezione, che riflette su ciò che resta quando la polvere si posa, propone una selezione mirata dei tagli sartoriali più incisivi mai firmati da Who Decides War. Bravado è convinto che sia anche la proposta più fedele a sé stesso.
Guarda questo post su Instagram
«Nelle scorse collezioni mi sembrava di non creare davvero per me stesso, ma questa stagione riflette il modo in cuiio mi vesto», ci ha raccontato nel backstage. «C’è molta nuova sartoria, con silhouette più slim rispetto a quelle per cui siamo noti. È la stagione in cui siamo stati più mirati nella scelta dei tessuti».
D’Amore indica anche il womenswear quando le chiediamo quali siano i suoi pezzi preferiti, sottolineando che, sebbene il marchio sia sempre stato fortemente influenzato dal guardaroba femminile, quest’anno l’attenzione su di esso era «non negoziabile».
«Siamo sempre stati profondamente ispirati dal womenswear e dalle donne in generale, e questa era l’occasione in cui era non negoziabile avviare un dialogo davvero approfondito sulle donne e sul womenswear. Finalmente. Abbiamo sempre concentrato molta energia sullo sviluppo della linea uomo, quindi questa stagione era fondamentale assicurarci che il womenswear fosse all’altezza, se non addirittura superiore».
Dai un’occhiata da vicino all’ipnotica nuova linea prêt-à-porter firmata D’Amore e Bravado nelle immagini della passerella qui sopra e resta sintonizzato su Hypebeast per la copertura della New York Fashion Week.















