“Still Life” è una finestra sul mondo di Kohshin Finley

Kohshin Finley 'Still Life' Jeffrey Deitch Los Angeles Art Artworks
Photo: Never Nothing Studio; Courtesy of the artist and Jeffrey Deitch
Kohshin Finley 'Still Life' Jeffrey Deitch Los Angeles Art Artworks
Photo: Never Nothing Studio; Courtesy of the artist and Jeffrey Deitch
Kohshin Finley 'Still Life' Jeffrey Deitch Los Angeles Art Artworks
Photo: Never Nothing Studio; Courtesy of the artist and Jeffrey Deitch
Kohshin Finley 'Still Life' Jeffrey Deitch Los Angeles Art Artworks
Photo: Never Nothing Studio; Courtesy of the artist and Jeffrey Deitch
Kohshin Finley 'Still Life' Jeffrey Deitch Los Angeles Art Artworks
Photo: Never Nothing Studio; Courtesy of the artist and Jeffrey Deitch
Kohshin Finley 'Still Life' Jeffrey Deitch Los Angeles Art Artworks
Photo: Joshua White Photography; Courtesy of the artist and Jeffrey Deitch
Kohshin Finley 'Still Life' Jeffrey Deitch Los Angeles Art Artworks
Photo: Joshua White Photography; Courtesy of the artist and Jeffrey Deitch
Kohshin Finley 'Still Life' Jeffrey Deitch Los Angeles Art Artworks
Photo: Joshua White Photography; Courtesy of the artist and Jeffrey Deitch
Kohshin Finley 'Still Life' Jeffrey Deitch Los Angeles Art Artworks
Photo: Joshua White Photography; Courtesy of the artist and Jeffrey Deitch

Sintesi

  • Jeffrey Deitch Los Angeles presenta in questi giorni Still Life, una nuova mostra personale di Kohshin Finley, visitabile fino al 17 gennaio
  • La mostra riunisce i celebri ritratti a olio in scala di grigi di Kohshin in un dialogo serrato con la sua ricerca ceramica

Kohshin Finleysi è affermato grazie al ritratto. Tele di amici intimi e collaboratori, rese attraverso raffinate e ricchissime scale di grigi a olio. C’è in questi lavori un potere disarmante, non perché i suoi soggetti ne abbiano bisogno, ma perché sono colti in totale naturalezza, come sorpresi in conversazione con chi guarda — due persone che stanno ancora imparando a conoscersi.

Qualche anno fa ha riscoperto l’amore per la ceramica. Affascinato dalla sua qualità grezza, Finley ha iniziato a integrarla nel proprio corpus di lavori, ampliando il suo universo artistico verso qualcosa di più funzionale, più ancestrale. La sua nuova personale, Still Life, porta questo dialogo tra ceramica e pittura in primo piano, rendendolo ancora più nitido.

Allestita da Jeffrey Deitch a Los Angeles, la città natale dell’artista, la mostra presenta Finley nella sua versione più ambiziosa: oltre una dozzina dei suoi celebri ritratti a olio, inseriti in assemblaggi lignei su misura firmati da Lucas Raynaud, molti dei quali accolgono anche elementi in terracotta.


Ogni dipinto ritrae una figura significativa sia per la vita personale di Finley che per il paesaggio culturale della città. L’attore Lionel Boyce siede accanto al designer Chris Gibbs. Un tenero ritratto di Mia Carucci e Mario Ayala è appeso in alto, mentre l’artista Diana Yesenia Alvarado compare seduta con naturalezza in cima a due mensole.

Su ceramiche e sottopitture, visibili solo da una certa angolazione, Finley fa emergere la temperatura emotiva dell’opera in scarabocchi poetici, “non sempre leggibili ma sempre presenti”, ha spiegato l’artista, “come le storie che ci portiamo dentro, nei nostri corpi.”

“Scrivere è un modo per lasciare un segno della propria esistenza”, ha detto in una recente intervista. “Per me, avere questo come impronta di base in quasi tutto ciò che faccio significa: prima di qualsiasi altra cosa, qualcuno è stato qui.”

Still Life è ora in mostra a Los Angeles fino al 17 gennaio 2026.

Jeffrey Deitch Los Angeles
925 N Orange Dr,
Los Angeles, CA 90038

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