Julie Curtiss inaugura un’inquietante indagine sulla maternità al White Cube Seoul
Abbracciando il ‘lato oscuro’.
Riepilogo
- Julie Curtiss ha svelato Maid in Feathers presso White Cube Seoul
- In programma fino al 10 gennaio, la mostra presenta nuovi dipinti, opere su carta e sculture che indagano le dimensioni psicologiche delle prime fasi della maternità
L’artista francese Julie Curtiss vede il proprio lavoro come un varco su un mondo surreale, rielaborando spesso archetipi sociali per svelare l’umorismo, l’oscurità e l’inquietudine del reale. La sua nuova personale al White Cube di Seul affonda ancora di più in questa «zona d’ombra», dando vita a un’intima meditazione sulle prime fasi della maternità e sulla trasformazione psicologica.
Maid in Feathers è, come la definisce Curtiss, «una questione di luce e buio, e di difficoltà», scavando negli strati della vita quotidiana. Tra dipinti acrilici e a olio, gouache su carta e sculture laccate, l’artista costruisce scene intrise di presagi e di fantasia. Eppure, in mezzo a questa tensione, bagliori di colore vivido irrompono anche nei momenti più bui, lasciando intravedere una promessa di sollievo all’orizzonte.
I pellicani, simbolo tradizionalmente associato alle idee di sacrificio e rinascita, ricorrono lungo tutta la mostra, come in «Nocturnal Visitor», dove la creatura onirica assume un’aura insieme materna e minacciosa. La sua presenza domestica riflette la continua esplorazione dell’inconscio di Curtiss e, attraverso queste figure ambigue, l’artista indaga le complessità psicologiche del sé materno.
Muovendosi tra identità passate e possibilità future, tra tumulto interiore ed esteriore, Curtiss traccia un percorso di trasformazione. Esprimendo un desiderio junghiano «di attraversare la soglia dall’essere al divenire», questo nuovo corpo di lavori cattura tanto l’inquietudine quanto ciò che, in modo stranamente rassicurante, conforta, il tutto radicato nelle contraddizioni di chi accudisce il cammino di un altro mentre scolpisce il proprio.
Maid in Feathers è visitabile fino al 10 gennaio.
White Cube Seoul
6 Dosan-daero 45-gil,
Distretto di Gangnam, Seul,
Corea del Sud

















