9 mostre da non perdere durante Art Basel Paris 2025
Un mix avvincente di icone contemporanee e forze dirompenti in ascesa.
A Parigi l’aria è intrisa d’arte: artisti, collezionisti e galleristi affollano il Grand Palais per l’art week di quest’anno. Con l’energia che trabocca dai padiglioni fin nelle strade, numerosi musei e gallerie della capitale accolgono i visitatori per farli immergere in alcune delle mostre più chiacchierate dell’anno.
Dalla monumentale retrospettiva di Gerhard Richter, passando per un’ode al luminare della sci-fi H.R. Giger e la celebrazione del centenario di Robert Rauschenberg, fino al debutto solista parigino di Tyler Mitchell e all’intervento di Helen Marten al Palais d’Iéna sostenuto da Miu Miu, il calendario di stagione offre un mix avvincente di icone contemporanee e forze dirompenti in ascesa. Ecco la selezione Hypeart di mostre da non perdere durante Art Basel Paris 2025.
La retrospettiva Louis Vuitton di Gerhard Richter
Gerhard Richter ha messo Parigi in pugno questa settimana, con due mostre in contemporanea da Louis Vuitton e da David Zwirner, e un dipinto del 1987, “Abstraktes Bild (Abstract Painting),” che ha guidato le vendite della giornata VIP, arrivando a 23 milioni di dollari. Fondation Louis Vuitton sta ospitando la più ampia ricognizione della carriera di Richter mai realizzata, con oltre 270 opere allestite nei suoi 10 spazi espositivi. In programma fino al 2 marzo 2026, il percorso spazia dagli esperimenti figurativi degli esordi ai lavori astratti più recenti, restituendo il ritratto di un artista dalla curiosità pittorica senza confini.
Fondation Louis Vuitton
8 Av. du Mahatma Gandhi,
75116 Paris
‘30 Blizzards’ di Helen Marten
Miu Miu torna come partner di Art Basel Paris e, questa volta, affida alla vincitrice del Turner Prize Helen Marten la trasformazione del neoclassico Palais d’Iéna con 30 Blizzards, un progetto multidisciplinare inedito. In programma fino all’ultimo giorno di fiera, il 26 ottobre, l’installazione riunisce cinque sculture, cinque film e una performance per 30 interpreti, che insieme catturano la strana coreografia dell’esistenza umana in un equilibrio tra caos e tenerezza, assurdità e grazia.
Palais d’Iéna
9 Pl. d’Iéna,
75016 Paris
‘Minimal’ alla Bourse de Commerce
Il fascino algido del Minimalismo è protagonista alla Bourse de Commerce, con una vasta mostra di opere tratte dalla Pinault Collection, in mostra fino al 19 gennaio 2026. Prima grande rassegna dell’istituzione dedicata all’arte minimalista, presenta oltre 100 lavori — dai pionieri ai contemporanei, tra cui Donald Judd, Susumu Koshimizu, Lee Ufan, Felix Gonzalez-Torres e Agnes Martin — tracciando l’evoluzione e l’essenza del movimento.
Bourse de Commerce
2 Rue de Viarmes,
75001 Paris
‘It’s important to have ur fangs out at the end of the world’ di Precious Okoyomon
Per la prima personale da Mendes Wood DM, aperta fino al 17 gennaio 2026, Precious Okoyomon esplora il rapporto tra ecologia, intimità ed emozione attraverso carta da parati, diorami, disegni e una costellazione di orsacchiotti di peluche. Come suggerisce il titolo, It’s important to have ur fangs out at the end of the world, la presentazione reimmagina fragilità e tenerezza come atto radicale di forza. Temi di appartenenza e trasformazione attraversano mondi interiori rigogliosi, ludici e profondamente emotivi, dove erotico e innocenza si fondono.
Mendes Wood DM
25 Pl. des Vosges,
75004 Paris
H.R. Giger da Long Story Short
Long Story Short ha da poco svelato un’omonima mostra dedicata al visionario svizzero H.R. Giger, in corso fino al 15 novembre. Presentata in collaborazione con Mai 36 Galerie e la rivista Kaleidoscope, la mostra ripercorre l’evoluzione dei mondi perturbanti di Giger, dai disegni realizzati alla fine degli anni Sessanta fino all’apparizione emblematica di un Necronom a grandezza naturale da Alien III. Architetto del look horror distopico, anche a un decennio dalla sua scomparsa, il suo lavoro continua a sembrare sorprendentemente attuale, facendo collassare sogno e incubo attraverso forme carnali e meccaniche.
Long Story Short
23 Rue Charlot,
75003 Paris
‘Sole Crushing’ di Meriem Bennani
L’artista marocchina Meriem Bennani mette in scena una sinfonia di suole a Lafayette Anticipations con Sole Crushing, ora in mostra fino all’8 febbraio 2026. L’installazione cinetica anima 192 infradito e pantofole che sbattono in un “balletto-sinfonia-rivolta” dal ritmo nordafricano, ed esplora idee di convivenza, individualità e appartenenza. Dalla sua presentazione originaria alla Fondazione Prada lo scorso anno, l’opera è stata riorchestrata da Reda Senhaji e riprogettata per dialogare con il carattere architettonico dell’istituzione.
Lafayette Anticipations
9 Rue du Plâtre,
75004 Paris
‘Objets trouvés’ di Harry Nuriev
All’École des Beaux-Arts, il beniamino del design Harry Nuriev invita il pubblico a prendere parte a Objets trouvés, una nuova installazione partecipativa. Fino al 26 ottobre, il progetto ricompone nuove costellazioni di relazioni con gli oggetti quotidiani, trasformandoli in opere d’arte del caso. I visitatori sono incoraggiati a lasciare un oggetto personale e a prenderne un altro in cambio, guardando al baratto come forma di comunione e autorialità condivisa, e mettendo in discussione le convenzioni sul valore.
École des Beaux-Arts
14 Rue Bonaparte,
75006 Paris
‘With This Was Real’ di Tyler Mitchell
Dopo le tappe a Helsinki, Losanna e Berlino, la retrospettiva degli esordi di Tyler Mitchell Wish This Was Real approda alla Maison Européenne de la Photographie (MEP), segnando l’attesissimo debutto solista parigino dell’artista. In programma fino al 25 gennaio 2026, la mostra ripercorre l’evoluzione di Mitchell tra fotografia, video e scultura, amplificando visioni del tempo libero, della bellezza e dell’utopia Black sullo sfondo di una complessità e di una violenza storiche. Una monografia omonima verrà lanciata entro fine anno e sarà disponibile in inglese e francese.
MEP
5/7 Rue de Fourcy,
75004 Paris
‘Gluts’ di Robert Rauschenberg
Thaddaeus Ropac ha inaugurato Gluts, l’ultima serie scultorea di Robert Rauschenberg, a pochi giorni da quello che sarebbe stato il 100° compleanno dell’artista. Il titolo trae ispirazione dalla crisi economica provocata dal surplus petrolifero del 1985 nella sua Houston natale. Composta da vari assemblaggi di rottami metallici, la mostra ridà nuova vita a tubi di scarico, telai di biciclette e griglie di radiatori altrimenti destinati allo scarto. “Penso ai Gluts come souvenir senza nostalgia”, spiegò una volta l’artista. “Quello che dovrebbero davvero fare è offrire alle persone l’esperienza di guardare ogni cosa in termini di quante e quali possibilità potrebbe avere.”
Thaddaeus Ropac
7 Rue Debelleyme,
75003 Paris



















